Cazzo di Buddha

Posted by on feb 22, 2012 in 69 giri, Varie | 4 comments

Cazzo di Buddha

Oggi un amico si è interrogato su una questione interessante, che spesso ha incuriosito anche me, ma che non mi sono mai presa la briga di indagare.
Perché diciamo “cazzo di Buddha”?
Dove, quando, chi ha inventato questa espressione così inconsueta e a prima vista priva di alcun significato?

Mentre lo diciamo una parte della nostra mente si allontana dall’esclamazione, per quanto sentita, per pensare “ma com’è cazzo è ‘sto cazzo di Buddha?”

Proviamo a procedere facendo un’analisi iconografica.
Per quanto riguarda il Buddha grasso (quello cinese, per intenderci), ci troviamo in presenza di una pancia talmente prominente da far supporre che l’organo sessuale sia molto molto piccolo, nascosto o inutile.
Nel caso del Buddha del resto dell’Asia, quello magro, indiano, siamo al cospetto di un caso interessante: non esistono esempi famosi di Buddha nudi e, qualora esistano rappresentazioni prive di tonaca, hanno le mani nella posizione del Dhyana, posizione che copre le parti intime e che rappresenta la meditazione.
Oserei dire una condizione lontana da quella che ci invita a imprecare.

Escludo che l’esclamazione sia rivolta a Claude Challe, avendo lui iniziato a far danni con le sue compilation ben dopo la nascita dell’espressione in oggetto.

Ricordo, su una splendida spiaggia thailandese, una grotta stracolma di lingam. Si trattava di falli di legno intarsiati e colorati di tutte le dimensioni, portati come omaggio a una principessa che la mitologia voleva uccisa da un naufragio. In realtà si trattava di un atto scaramantico che praticavano i pescatori nei confronti del mare. La cosa particolare è che quella grotta rispondeva a un culto musulmano e non buddista o induista. Quindi niente da fare.

Il tema è dunque, forse, la necessità di offendere un dio, ma non il “mio”. Insomma ne sparo uno a caso, occupandomi di ferirlo laddove fa più male.

Cos’è dunque il cazzo di Buddha? Un fallo divino. Uno sbaglio. E come tale inaccettabile e sgradito.
Per questo imprechiamo, ma bestemmiamo qualcosa che non c’è. Come il cazzo di Buddha, appunto.

N.B. questa spiegazione non ha alcun valore scientifico né etimologico

4 Comments

  1. AOAAOOOAAOAAAOAOAAOAAOAOAOOOOOOOOOO STO SITO É GRANDIOSOOOOO CI SONO MILIONI DI CAZZATE IN UNA SOLA FRASE!!! MITICOOOOO!

    • Pure tu non scherzi, miticooooooooo.

  2. Le origini risalgono al XXII secolo quando ricchi mercanti Italiani intraprendevo a le rotte della seta e delle spezie verso oriente. Visto che spesso non si potevano lavare per diverse settimane e l igiene intima era a dir poco carente si usava detergere il lingam con una miscela di zolfo e acqua di rose e sale per poi sciacquare con succo di limone o aceto, a mo’ di deodorante efficace seppure molto molto irritante e doloroso. Dai gridi lancinanti dei poveri malcapitati che sbagliavano le dosi e la loro invocazione a Budda -la divinità pressoché universale in quelle rotte fino alla successiva conquista da parte dell Islam deriva quindi l’invocazione alla divinità per proteggere il proprio pene, da questo aneddoto folcloristico i viaggiatori Italiani poi derivarono il grido per indicare a Budda dove si sentiva dolore, da li’ poi il CAZZO DI BUDDA” come invocazione per qualcosa non fatto bene, non completato o inutile.!

    • Cazzo di b. si dice quando qualcosa va storto ma in maniera inconsueta, ovvero quando la cosa è così strana che sia andata male che ci si riferisce al cazzo di b., cioè ad incovenienti remoti, lontani che non dovevano capitare.
      E’ una esclamazione quindi come dire che quasi non te la puoi prendere perchè era un problema imprevedibile, non hai colpa perchè non potevi calcolarlo. Allora dici cazzo di b., cioè quello che sta succedendo e così insensato come il cazzo di b., una cosa di cui non sappiamo niente perchè praticamente di un’altro mondo.
      Come dire “cose dell’altro mondo”, infatti non si dice imprecando, ma con un senso di rassegnazione e/o sgomento, non potevi prevederlo, perchè proviene da un’altro modo di vedere le cose, un’altra cultura.
      Es. La barba era così dura che si è spaccato il rasoio!…cazzo di b.!
      Es. Cazzo di b. i chiodi erano tutti senza testa!
      Anche relativo ad indecifrabilità di codici o convenzioni: Cazzo di b. i comandi dell’aereo erano sfalsati ad ogni coppia.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>